Interviste, Pellet
Ashwagandha a rilascio prolungato: perché scegliere i pellet?
Francesco Cappitelli, consulente tecnico-scientifico R&D Euronovis, presenta i vantaggi dell'ashwagandha a rilascio prolungato in pellet
L’ashwagandha, o Withania somnifera, è una pianta della tradizione ayurvedica oggi al centro dell’attenzione del mondo nutraceutico per le sue proprietà adattogene: la capacità di sostenere l’organismo nell’adattamento allo stress fisico e mentale. Le ricerche su stress e qualità del sonno, insieme agli studi in altri ambiti del benessere, ne hanno fatto un ingrediente di particolare interesse per chi sviluppa integratori.
Accanto alla scelta dell’estratto, però, conta il modo in cui viene formulato. Il formato può fare la differenza nella gestione del rilascio, nella combinazione con altri ingredienti e nella praticità di assunzione. È su questo terreno che si inserisce il lavoro di Euronovis sull’ashwagandha KSM-66® in pellet, con particolare attenzione al rilascio prolungato.
Ne parliamo con Francesco Cappitelli, consulente tecnico-scientifico R&D Euronovis, per capire che cosa rende interessante questa pianta e come la tecnologia possa ampliare le possibilità del formulatore.
A cosa serve l’ashwagandha e perché interessa così tanto il mondo degli integratori?
«L’ashwagandha è una pianta adattogena: permette all’organismo di adattarsi a stimoli esterni o emotivi, a situazioni che richiedono una risposta sul piano fisico e mentale. È questo l’aspetto da cui partire per comprenderne le applicazioni.
Gli studi riguardano soprattutto la gestione dello stress, i sintomi d’ansia e le difficoltà di addormentamento. Ma l’interesse è più ampio: ci sono ricerche sulla memoria e sulle funzioni cognitive, sul sostegno alle difese immunitarie, sulla resistenza e sul recupero nello sport, e sul benessere sessuale maschile e femminile.
Naturalmente, le evidenze non hanno tutte lo stesso peso. Per l’ansia, lo stress e il sonno abbiamo in particolare indicazioni che rendono questa pianta particolarmente interessante anche dal punto di vista formulativo.»
— Un riferimento recente è la meta-analisi di Marchi et all. , pubblicata nel 2025 su BJPsych Open: analizza studi clinici su persone con disturbi mentali e rileva risultati favorevoli soprattutto sui sintomi d’ansia, con indicazioni promettenti anche su stress e sonno. Gli autori richiamano la necessità di studi più ampi e omogenei. [1] —
Come agisce l’ashwagandha sullo stress? e sul sonno?
Il suo interesse fitoterapico risiede nella capacità di modulare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), il principale sistema neuroendocrino deputato alla risposta allo stress. Tra i biomarcatori più indagati figura il cortisolo, glucocorticoide i cui livelli circolanti tendono ad aumentare in condizioni di stress ambientale o emotivo. Studi clinici condotti sull’assunzione di estratti di ashwagandha riportano una riduzione dei livelli sierici di cortisolo, accompagnata da un miglioramento dei parametri correlati allo stress.
Il meccanismo d’azione ipotizzato è di tipo indiretto e coinvolge la modulazione graduale della neurotrasmissione GABAergica. I costituenti bioattivi della pianta, in particolare i withanolidi, sembrerebbero esercitare un’attività GABA-mimetica, potenziando la trasmissione mediata dall’acido γ-amminobutirrico (GABA), principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale, con conseguente attenuazione dell’iperattività neuronale.
Il razionale d’impiego di Withania somnifera si estende anche alla regolazione del sonno. L’ashwagandha è oggetto di crescente interesse come ingrediente nutraceutico per il miglioramento della qualità del riposo e la riduzione della latenza di addormentamento. Studi sulla somministrazione dell’estratto prima del riposo notturno hanno evidenziato una riduzione statisticamente significativa dei livelli sierici di cortisolo e un miglioramento fino al 46% del punteggio di qualità del sonno (sleep quality), valutato mediante scale di autovalutazione. Tale effetto sembrerebbe mediato da un meccanismo distinto da quello ipnoinducente delle benzodiazepine, che agiscono come modulatori allosterici positivi del recettore GABA-A. L’ipotesi interpretativa si fonda piuttosto sul riequilibrio della risposta allo stress mediata dall’asse HPA, con possibili ripercussioni sia sull’equilibrio psicofisico diurno sia sulla qualità del riposo notturno.
Quale estratto di ashwagandha contiene la formulazione in pellet Euronovis?
«Abbiamo lavorato con KSM-66®, un estratto secco ottenuto esclusivamente dalle radici di ashwagandha. È importante precisarlo, perché quando parliamo di un estratto botanico dobbiamo sapere quale parte della pianta è stata utilizzata e quali sono le caratteristiche della materia prima.
In una delle formulazioni sviluppate con l’R&D di Euronovis il contenuto di estratto raggiunge il 75%. La sfida formulativa è incorporare un adeguato contenuto di componente attivo, per soddisfare le esigenze dei clienti.

— Che cosa sono i pellet? I pellet sono piccole unità solide, di forma sferica o quasi sferica di dimensioni nell’ordine di circa 0,5–1–2 millimetri. Possono essere veicolati, per esempio, in capsule o stick, secondo le caratteristiche del prodotto. Dal punto di vista della farmacocinetica sono vantaggiosi per modulare i tre parametri: velocità di rilascio, tempo di rilascio e sito di rilascio. —
Perché sviluppare un’ashwagandha in pellet a rilascio prolungato?
«Per un ingrediente destinato alla gestione dello stress, è interessante ragionare su come distribuirne il rilascio nel tempo. Lo stress non riguarda necessariamente un solo momento della giornata: da qui l’interesse per una formulazione e una forma farmaceutica che permettano di prolungare la liberazione dei componenti dell’estratto.
Il rilascio prolungato è una delle possibilità su cui abbiamo concentrato il lavoro per l’ashwagandha, con un importante lavoro di ricerca formulativa.»
Quali vantaggi possono offrire i pellet rispetto a una compressa tradizionale?
«L’aspetto caratteristico è la distribuzione della dose in tante piccole unità, che si disperdono nel tratto gastrointestinale. Questo offre possibilità interessanti per gestire il rilascio e limitare la concentrazione dell’ingrediente in un unico punto.
Nei sistemi a rilascio modificato, ripartire la dose è utile anche per ridurre il rischio di dose dumping (un rilascio troppo rapido rispetto a quello previsto).
L’obiettivo è rendere il comportamento del prodotto più regolare. Quanto questo si traduca in vantaggi per l’assorbimento o la tollerabilità dipende però dall’ingrediente e dalla formulazione specifica.»
Si possono combinare l’ashwagandha e altri ingredienti nello stesso integratore?
«Sì, ed è una delle possibilità più interessanti dei pellet. Possiamo combinare ingredienti diversi, ciascuno nella propria popolazione di pellet e con il proprio profilo di rilascio.
Questo significa poter ragionare su un ingrediente che si libera più rapidamente e su un altro che viene rilasciato più lentamente, all’interno della stessa dose finale. Non dobbiamo necessariamente assegnare a tutti i componenti lo stesso comportamento.
Per chi formula un integratore, si apre quindi uno spazio di personalizzazione: la combinazione va costruita in funzione degli ingredienti, delle loro compatibilità e dell’obiettivo del prodotto.»
Come può Euronovis aiutare un brand a sviluppare un integratore con ashwagandha in pellet?
«Il punto di partenza è capire quale prodotto si vuole realizzare. Da lì si lavora sul contenuto di estratto, sulle dimensioni dei pellet, sul rilascio e sul formato nel quale saranno utilizzati.
Il nostro contributo è tradurre queste esigenze in una formulazione. Il lavoro sull’ashwagandha è un esempio di come si possano mettere insieme la conoscenza di un ingrediente nutraceutico e le possibilità di una tecnologia, per costruire una soluzione adatta al progetto del cliente.»
La ricerca in pellet di Euronovis
L’R&D Euronovis sviluppa formulazioni in pellet con estratti botanici, vitamine, minerali, aminoacidi, steroli vegetali e altri ingredienti di interesse nutraceutico. I pellet sono prodotti con tecnologia di estrusione e sferonizzazione (come nel caso delle formulazioni a base di ashwagadha) o powder layering. Vengono forniti in bulk, per il successivo impiego nel prodotto finito.
Vuoi approfondire le possibilità dell’ashwagandha in pellet o valutare lo sviluppo di una nuova formulazione? Contatta il team Euronovis per parlarci del tuo progetto.
[1] Marchi M et al. (2025). The effect of Withania somnifera (Ashwagandha) on mental health symptoms in individuals with mental disorders: systematic review and meta-analysis. BJPsych Open, 11(6), e260. https://doi.org/10.1192/bjo.2025.10885